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Piante e morte in Bielorussia

Nei riti funebri bielorussi le piante servono soprattutto a una cosa: tenere lontani dal morto gli spiriti maligni e tenere lontano il morto dai vivi. Il documento riunisce le voci raccolte da Michał Federowski nella regione di Grodno alla fine dell'Ottocento e i racconti registrati in Polesia, nelle regioni di Brest e di Gomel', negli anni 1980-1990. Le erbe benedette all'Assunta si bruciano accanto alla salma e si mettono nel cuscino della bara; i semi di papavero si versano in bocca al nato morto e intorno alla tomba, perché il morto si fermi a contarli; in Polesia la donna che il morto viene a visitare di notte beve un infuso di aconito, una pianta velenosa. Tra queste piante due hanno proprietà psicoattive o tossiche, il papavero e l'aconito, ma i testi non motivano mai il loro uso con queste proprietà. Le fonti sono ordinate per tema e, dentro ogni tema, per regione; i pochi testi ucraini sono tenuti a parte.

Nella Bielorussia tradizionale le piante accompagnano il morto in tutte le fasi del rito: si bruciano erbe accanto al letto del malato e alla salma, si mettono erbe nel cuscino della bara, si spargono semi sulla tomba, si piantano paletti di legno. Alcune piante crescono da sole sulla tomba e rivelano chi vi è sepolto. Altre difendono il villaggio dalle epidemie, che sono immaginate come donne che girano di casa in casa.

pianta di papavero

MAAAT-DOC-ERB-001_IT_Piante_e_morte_in_Bielorussia.pdf

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